venerdì 30 aprile 2010

Risotto giallo con carne trita

Chi mi conosce sa che in casa mia esistono dei "menu fissi", a seconda dei giorni. Il martedì ed il venerdì, ad esempio, c'è sempre il pesce fresco , il sabato a mezzogiorno ci sono affettati e formaggi (davvero un menu poco dietetico), la domenica a pranzo mangiamo la carne, la domenica sera stiamo leggeri con la pastina... Il sabato a cena, invece, mangiamo solitamente un bel risotto, e spesso, se mia mamma il sabato mattina compra dal macellaio della carne trita, facciamo questo risotto giallo.
Ingredienti
260 g di riso carnaroli
300g di carne trita
800 ml di brodo vegetale
1 bustina di zafferano
1 scalogno
olio q.b.
sale q.b.
vino bianco q.b.
una nocina di burro
parmigiano q.b.

Preparazione
Nella magica pentola a pressione, fate imbiondire mescolando con un cucchiaio di legno lo scalogno tagliato finemente. Aggiungete quindi la carne trita, salate leggermente e continuate a mescolare fino a che la carne non si sarà colorata. Unite il riso con il sale, fatelo tostare, sfumate con il vino bianco e mescolate sempre per bene. A questo punto, unite il brodo vegetale (preparato come sempre in precedenza, acqua e dado sciolto sul fuoco). Non versate tutto il brodo però, lasciatene un goccino da parte. Mescolate per bene, accertandovi che non si sia attaccato nè il riso, nè la carne trita al fondo, chiudete la pentola a pressione, aspettate che fischi e da quel momento abbassate il fuoco e puntate la sveglia, 12 minuti. Passato questo tempo, fate uscire tutto il vapore, scoperchiate, mescolate, e lasciate cuocere il riso un altro poco sul fuoco mentre unirete lo zafferano, sciolto nel goccino di brodo lasciato da parte in precedenza. Spegnete il fuoco, mantecate con burro e parmigiano, quindi impiattate e mangiate!

mercoledì 28 aprile 2010

Focaccia alle patate



Mi è stato affidato un compito: pensare ad un menù per una festa... ovviamente tutto finger food... e allora comincio a sperimentare!!

Questa focaccia mi sembra perfetta per via della lavorazione veloce e poco impegnativa, una ricetta semplice ma gustosa che si presta a tante varianti... zucchine e crescenza, pomodorini e origano, insomma tutto quello che vi passa per la testa e avete a vostra disposizione nella dispensa!

Ingredienti:

250 gr. di farina Manitoba
12,5 gr. di lievito di birra
5 gr. di zucchero
1 cucchiaino di fior di sale
2+ 3 cucchiai di olio di oliva
250 ml di acqua tiepida
150 gr. di patate lessate (fredde)
rosmarino


In una capiente bastardella unite la farina, lo zucchero, il sale e due cucchiai di olio e cominciate ad amalgamarli. Sciogliete il lievito nell'acqua tiepida ed unitela a poco a poco nell'impasto. Lavorate l'impasto per una decina di minuti fino al completo assorbimento del liquido. Coprite con un canovaccio umido e lasciate lievitare fino a che avrà raddoppiato il volume, circa 40 minuti. Stendete l'impasto con l'aiuto di un mattarello e adagiatelo su una teglia ricoperta di carta da forno, bucatelo con i rebbi di una forchetta e spennellatelo con l'olio. Mettete sull'impasto le patate tagliate a rondelle, il rosmarino e un poco di fior di sale e lasciatelo lievitare per una ventina di minuti.
Infornate in forno già caldo e cuocete a 200° per 18-20 minuti.

lunedì 26 aprile 2010

Crostata con crema frangipane e pere

Sapete che era proprio buona? Gustosa devo dire... La crema frangipane che ho fatto è tale e quale (meno un tuorlo!) a quella riportata nella ricetta di questa torta, su uno dei libri dell'Accademia dei Pasticceri Italiani, ma non credo che sia la frangipane orginale, a quanto ne so dovrebbe esserci il burro. Però questa cremina qui, che in buona sostanza è crema pasticcera con farina di mandorle aggiunta alla fine, cotta in forno con accostate le pere è una vera delizia delicata! Anche se credo proprio che la prossima volta che la farò, non starò lì a pensare alla decorazione e mischierò direttamente la frutta a pezzi nella crema (con questa crema si sposa bene qualsiasi frutto, in particolar modo mele, pere e fragole).

Ingredienti
Per la frolla
175 g di farina
25 g di fecola
75 g di zucchero
75 g di burro
mezza bustina di lievito
1 tuorlo
2 cucchiai di amaretto

Per la crema frangipane
1 tuorlo
30 g di zucchero
30 g di farina
250 ml di latte
30 g di farina di mandorle

Per la guarnizione
3 pere
2 cucchiai di zucchero di canna+1 goccio di acqua

Preparazione
Preparate al solito la frolla.
Mentre la frolla riposa in frigo, preparate la crema. Riscaldate in un pentolino il latte. Intante sbattete il tuorlo con lo zucchero in un altro pentolino, fino a farlo diventare giallo. Unite la farina e diluite con un poco di latte tiepido. Stemperate il tutto, facendo attenzione a non lasciare grumi ed unite a poco a poco tutto il latte. Mettete il pentolino su fuoco basso e girando con un cucchiaio di legno aspettate che la crema si addensi (al solito l'addensamento si manifesterà con l'inizio dell'ebollizione). Tigliete la crema dal fuoco, aggiungete subito la farina di mandorle, amalagatela bene e trasferite il tutto in una ciotolina per far raffreddare, che ricoprirete con uno strato di pellicola per non far creare in superficie la pellicina.
Mentre la crema si raffredda, stendete la pasta su foglio di carta da forno, lasciandola abbastanza spessa (circa 3/4 cm) e non troppo sottile: ci sarà parecchio ripieno e la pasta dovrà "reggerlo"! Utilizzate una teglia a bordo alto da 24 cm.
Pulite poi le pere, dividetele a metà, togliete il torsolo, e tagliatele a fettine, matenendole unite da un solo pezzetto che non inciderete.
Bucherellate la pasta, stendete un strato di crema frangipane, distribuite a raggiera le pere creando sei spicchi e riempite gli spazi tra una pera e l'altra con la rimanente crema.
Infornate in forno già caldo a 180° per circa 35 minuti. Sfornate, lasciate raffreddare completamente la crostata prima di toglierla dalla tortiera ed infine spennellate la superficie con un paio di cucchiai scarsi di zucchero di canna sciolti in un goccino di acqua.

sabato 24 aprile 2010

Spiedini senza spiedo....



A volte capita di dover cucinare a casa di amici, e quando capita a me devo fare un puzzle di quello che si trova nella mia dispensa e in quella altrui, con la consapevolezza che quella altrui è quasi sempre deserta ;-)
Così mi sono ritrovata ad organizzare un pranzo e dal frizer è emerso solamente ... petto di pollo!!! In quantità industriali però, e così mi è tornata in mente una ricetta vista in un libro di Csaba dalla Zorza. Diciamo che per lo più mi sono ispirata a quella ricetta ma non ho badato molto alle quantità degli ingredienti (per comodità vi riporto le quantità originali) e soprattutto a tutti i passaggi previsti dato il poco tempo a disposizione.

Ingredienti (per 18 pezzi circa):
1 kg di petto di pollo
1,5 dl di olio extra vergine d'oliva
uno spicchio d'aglio
un cucchiaino di fior di sale
un cucchiaino di pepe nero macinato
un peperoncino secco in polvere
un cucchiaino di paprica forte
un cucchiaio abbondante di semi di sesamo
(bastoncini di legno per spiedini)

Tagliate il pollo a striscioline larghe circa 2 centimetri.
In una padella scaldate l'olio con lo spicchio d'aglio, togliete dal fuoco e aggiungete tutte le spezie il sale e il pepe. Passate tutte le striscioline di pollo nell'olio con le spezie facendo attenzione a ungere tutti i lati e fatele rosolare su una griglia o in una padella antiaderente senza aggiungere altri condimenti.

Per dovere di cronaca bisogna dire che la ricetta prevedeva una marinatura nell'olio speziato con l'aggiunta di succo di lime che non ho fatto per mancanza di tempo.

Il risultato è stato comunque golosissimo e apprezzato da tutti!

Ovviamente ho dimenticato gli spiedini a casa....

venerdì 23 aprile 2010

Orata ripiena ai carciofi

Anche questa è una ricetta di mia nonna, ve la propongo con gli ultimi carciofi che si trovano in giro. Mi spiace pubblicarla solo ora, era rimasta in bozza e mi ero dimenticata che la stagione dei carciofi finisce... Ad ogni modo, stante questo procedimento, al posto dei carciofi, potete utlizzare un'altra verdura a vostro piacimento (tipo le zucchine o gli asparagi o i finocchi...)

Ingredienti
1 orata piuttosto grossa
2 carciofi
1 testina di aglio
limone
prezzemolo q.b.
pangrattato q.b.
parmigiano q.b.
olio q.b.
sale q.b.

Preparazione
Come prima cosa, pulite l'orate: desquamatela per bene, tagliatele le pinne laterali, apritele levatele le budella ed infine separate all'interno un lato della lisca. Se riuscite senza fare danni, togliete la lisca: io personalmente non ci riesco, preferisco lasciarla per evitare di staccare insieme alla lisca troppa polpa del pesce. Lavate l'orata per bene e lasciatela asciugare su della carta assorbente.
Gli scarti del pesce (tranne le budella!), metteteli in un pentolino con due cucchiai di acqua di acqua per fare un brodino: portate il tutto ad ebollizione e poi lasciate cuocere per altri 3 minuti.
Pulite i carciofi, togliendo le foglie esterne, la punta con le spine ed il cuore in mezzo quando le tagliare a metà; lavatele e spugnatele con mezzo limone (fate lo stesso con le vostre mani, sennò vi resteranno nere!!). Tagliate i carciofi a fettine e trifolateli in una padella con olio, un po' d'acqua(un dito), sale ed uno spicchio d'aglio fatto a fettine. Una volta cotti, unite prezzemolo, una macinata di pepe, due cucchiai di pan grattato e due cucchiai di parmigiano, fateli saltare e cuocere altri cinque minuti a fuoco basso.
Asciugate per bene l'orata, anche all'interno con dello scottex, spolverizzatela dentro con poco sale e pepe. Riempite quindi l'orata con i carciofi, spingendo per beneil ripieno e ricucendo l'orata con ago e filo partendo dalla testa.
Adagiate il pesce su carta forno: spolverizzate la superficie con sale e pepe, rigiratatela per l'altro verso e rispolverate con sale e pepe, ed in più prezzemolo, una spruzzatina di limone e due cucchiai del brodino preparato in precedenza.
Richiudete l'orata nella carta forno facendo un pacchettino che potrete sigillare con degli stuzzicadenti.
Cuocete infine in forno già caldo a 220° oer 20 minuti circa.

giovedì 22 aprile 2010

Frittatina al forno con cipollotti

Riprende...

Questa frittatina è di una banalità pazzesca da fare, non si può sbagliare ed è davvero buona. Potete metterci l'ortaggio che volete, io il più delle volte la faccio con le zucchine tagliate alla julienne, non serve nemmeno cuocere in precedenza le verdure, mischiate tutto insieme ed infornate. In quest'occasione, avevo due simpatici cipollotti nel frigo che chiedevano disperatamente di essere mangiati. E come ben sapete, io vado matta per cipolle e dintorni... Anche ad Alberto non dispiacciono, e, alitaccio a parte in fase digestiva, devo dire che la frittatina fatta con i cipollotti è in assoluto la versione che preferisco.

Ingredienti (per 2 piccole cocotte)
1 uovo
3 cucchiai di parmigiano
1 panino mignon (tipo bocconcino)
2 cipollotti
sale q.b.
pan grattato q.b.
olio q.b.

Preparazione
Per prima cosa ammorbite il panino in una ciotolina con dell'acqua. Lavate, mondate e fate rondelline i cipollotti. Poi sbattete in un'altra ciotola l'uovo e il sale con l'aiuto di una forchetta, unite il parmigiano e i cipollotti e mischiate il tutto. Infine, strizzate per bene il panino ormai ammorbidito, unitelo al resto del composto ed amalgamatelo per bene. Prendete le due cocotte, versate un goccino di olio (ma proprio un goccino nel vero senso della parola) in ciascuna di esse, distribuendolo sulla superficie, e cospargetele con poco pangrattato: questo servirà a non far attaccare la frittatina alla base delle cocottine. Distribuite quindi in maniera omogenea il composto, livellatelo, versate nuovamento un goccino-ino-ino di olio (indicativamente un unico cucchiaio da dividere su tutte e due le cocotte) e cospargete uniformemente con pan grattato. Infornate in forno già caldo, possibilmente ventilato, a 220° per circa un 20/25 minuti o comunque fino a che la frittatina non si colorerà in superficie come nella foto. E' buona sia tiepida che ormai fredda.
Per concludere, una macedonia di fragole. E per questa cena basta così...

mercoledì 21 aprile 2010

Riso con gamberetti in crema di curry

Riprende...
Questo piatto è senz'altro d'effetto, sfizioso e semplice semplice da preparare. Vi ricordo che di tempo ne avevo a bizzeffe, quindi mi sono permessa anche il lusso di mettere in forma il riso con degli stampini... Era da tanto che non lo preparavo, e ad Alberto non lo avevo mai cucinato. Non sapevo quanto lo avrebbe potuto apprezzare: purtroppo fa sempre lo schifiltoso verso le cose che non ha mai assaggiato prima, in particolar modo se ci si limita a proporgliele (del tipo "cosa ne diresti se stasera facessi..."); diversamente, se lo si mette di fronte al fatto compiuto (della serie "questo ho c'è nel piatto, mangia!") si potrebbe anche scoprire che sorprendentemente il piatto misterioso gli piace. Per mia fortuna questa volta è andata così, gli piaciuto molto (anche perchè, oggettivamente, è davvero buono). La dose che ho usato è perfetta se consideriamo che poi avevo preparato un altro primo (il cous cous già postato) e che ci avrebbe attesi un secondo piatto sempre mignon e delle fragoline con il cioccolato per concludere la cena. In caso contrario, mangiaste solo questo come primo, vi consiglio di considerare 60 g di riso a persona.

Ingredienti (per 2 persone)
60 g di riso carnaroli
50 g di gamberetti
25 ml di panna
curry q.b.
olio q.b.
sale q.b.

Preparazione
Fate bollire in acqua salata il riso e cuocetelo per 18 minuti. Scolatelo e fatelo raffreddare sotto l'acqua corrente fredda. Scolatelo per bene, e fatelo riposare un attimo. Dopodichè, prendete due formine per budino (o quello che avete in casa, tipo le classiche formine per muffin o flan usa e getta) e distribuite equamente il riso, pigiandolo per bene con un cucchiaino. Rigirate le formine sui piatti e sollevatele. Il riso, grazie all'amido che lascia, rimarrà bello compatto ed in forma.

Per il sughetto: solitamente la confezione che acquisto di gamberetti è da 200 g. Avendone messi circa 150 g nel cous cous, i rimanenti 50 g li ho usati per questo buon riso. Poco prima di mangiare questo piatto, fate riscaldare i gamberetti (già sbollentati in precedenza) in un goccio d'olio, quindi aggiungete la panna, poco sale ed il curry (non esagerate con il curry, per darvi un'idea della quantità deve essere sufficiente a colorare la panna di un giallino chiaro). Mischiate amalgamando il tutto con un cucchiaio di legno su fuoco moderato, quindi distribuite su ciscuna formina di riso la crema al curry con i gamberetti. Vi ricordo che il riso è freddo, ma grazie alla cremina calda, il piatto ridiventerà perfettamente tiepidino, motivo per cui lo rende ottimo da preparare anche quando inizia a fare caldo.
Continua...

martedì 20 aprile 2010

Cous cous con dadolata di verdure e gamberetti


Sapevo che avrei atteso a lungo che Alberto tornasse a casa... Per questo, una volta rincasata alle sette di sera, mi sono detta che avrei potuto prendermela con comodo e preparare un po' di cosine per la cena. Prima ho perlustrato il frigo, poi pensato a cosa poter fare e poi ho incastrato il tutto in modo da ottimizzare i tempi, con la dovuta calma di chi non ha fretta mentre cucina.

Prima cosa: il cous cous. So che gli piace e in casa avevo ancora quello semintegrale comprato da Naturasì. C'erano anche i gamberetti - quelli surgelati, sempre presenti in freezer per le emergenze dell'ultimo momento -. Zucchine e pomodorini. Solitamente nel cous cous metto anche le carote, ma al signorino non piacciono, quindi poco male, degli ortaggi in meno da fare a dadini...

Ingredienti (per 2 persone)
125g di cous cous
1 e 1/2 cucchiaio di olio extravergine d'oliva
2 zucchine
8 pomodorini
150g di gamberetti
1/2 dado per 150 ml di brodo vegetale
vino bianco q.b.
sale q.b.

Preparazione
Lavate le zucchine e fatele a piccoli dadini. Trasferitele in una padella con un filo d'olio e fatele cuocere. A metà cottura, sfumatele con un goccio di vino bianco e a quasi cottura ultimata, salatele. Intanto sbollentate i gamberetti surgelati e uniteli alle zucchine insieme ai pomodorini fatti anche loro a dadini e fateli saltare su fuoco moderato per un minuto.
Per il cous (attenzione!! Su ciascuna confezione di cous cous che compererete ci sarà un procedimento differente, ma grossomodo sempre simile. Fate quello indicato sulla vostra confezione, in ogni caso vi riporto il procedimento che va utilizzato per questo tipo di cous cous semintegrale): preparate in primis il brodo (l'acqua necessaria portata ad ebollizione con il dado). Dopodichè, versate in una pentola il cous cous ed aggiungeteci il cucchiaio d'olio ed amalgamatelo. Versateci sopra il brodo senza mischiare e coprite la pentola con il coperchio. Lasciate riposare per due minuti, quindi togliete il coperchio, aggiungete il mezzo cucchiaio di olio e portate la pentola su fuoco moderato e fate riscaldare il cous cous per un minuto, togliete dal fuoco, e sgranate il cous cous con una forchetta.

Unite infine le verdure ed i gamberetti al cous cous. Potete mangiarlo quando vi pare, tiepido oppure anche freddo (motivo per cui ho scelto questo piatto vista la serata di attesa...).

Continua...

lunedì 19 aprile 2010

Quel misterioso mondo che si nasconde nel frigo...


Capita a tutti di aprire il frigo per decidere cosa cucinare e constatare che ci sono un sacco di cose da finire del più breve tempo possibile perché già aperte o prossime alla scadenza e, da quando sono l'unica consumatrice di quel che metto nel frigo, capita sempre più spesso. L'ultimo incontro ravvicinato del terzo tipo è stato con un barattolo di mascarpone che era finito nel dimenticatoio e quando l'ho ripescato aveva macchie verdi e violacee... a Luca è quasi preso un colpo quando l'ha visto e si è messo a dire "ma non lo sai che il mascarpone può essere pericolosissimo?!?" Devo dire che il suo stato di evidente decomposizione non mi avrebbe di certo spinto a mangiarlo!!
Comunque, la sera in cui ho fatto questa torta salata, il frigo offriva contenuti particolarmente interessanti, e sono diventati la mia cena:

1 rotolo di pasta sfoglia
100 gr. di ricotta
ricotta salata (qualche fettina)
una decina di fette di prosciutto crudo
2 tuorli (contavo di fare la frolla ma poi non ho avuto tempo...)
pepe

Inutile dire che nei ricicli di avanzi le quantità spesso sono un optional :-)
Comunque, dalla pasta sfoglia ho ricavato 2 dischi: uno dello stesso diametro della teglia e uno leggermente più grande. In una terrina ho amalgamato tutti gli ingredienti: ricotta, tuorli, pepe, prosciutto e ricotta salata tagliati grossolanamente. Niente sale perché il prosciutto crudo cuocendo diventa salato! Con il disco di sfoglia più grande ho rivestito la teglia, l'ho bucherellato sul fondo e riempito con il composto. Infine, ho abbassato i bordi e ho coperto il tutto con l'altro cerchio di pasta sfoglia, infornato per 30 minuti a 200° e mangiato!

domenica 18 aprile 2010

Torta al limone

In realtà la domenica mattina in cui ho fatto questa torta non avevo granchè voglia di cucinare (incredibile ma vero)... L'idea era quella di passare la mattina al parco a correre (con tutto quello che mangio sarebbe stato davvero il minimo) e a giocare un po' a basket con mio fratello (più che altro di solito io faccio il mezzo palo e lui prova tutti i suoi schemini o come si chiamano...)... E poi mi sono alzata con il mal di schiena, il tempo era cambiato improvvissamente oscurando il sole e come al solito mi sono ritrovata a trascorrere la mattina in cucina ai fornelli... Oltretutto non avevo nemmeno pianificato il dolce della domenica (anche perchè con tutto il cioccolato delle uova di Pasqua ingurgitato di nascosto...). E quindi la scelta, dopo due sole flebili proposte, è stata fatta da mia mamma, estimatrice della torta al limone.


Ingredienti
Per la frolla
175 g di farina
25 g di fecola
75 g di zucchero
75 g di burro
mezza busta
1 tuorlo
2 cucchiai di limoncello
la scorza grattuggiata di un limone


Per la crema
1 tuorlo
7 cucchiaini di zucchero
2 cucchiai di maizena (amido di mais)
la scorza di due limoni
500 ml di latte


Per la guarnizione
zucchero a velo q.b.


Preparazione
Preparate al solito la frolla, con l'accortezza di grattare nell'impasto la scorza di un limone e di utilizzare come liquore il limoncello al posto dell'amaretto o del liquore che avete in casa per aromatizzare la pasta (se non avete limoncello, non importa, non sarà una tragedia!).
Mentre lascerete riposare in frigo la frolla, preparate la crema pasticcera al limone: il procedimento è lo stesso che utilizzo sempre, ad eccezione del fatto che dovrete mettere più scorza di limone a bollire nel latte e nel mentre la crema si addensa e che al posto della farina dovrete utilizzare la maizena, che essendo molto più addensante della farina, vi darà la possibilità di realizzare una crema più compatta, adatta ad essere cotta in forno con la frolla (se la crema è meno compatta, inevitabilmente andrà a bagnare la frolla rendendovi la realizzazione finale fuori dal forno "molliccia"). Per velocizzare il raffreddamento della crema, traferitela in un ciotola che andrete a mettere in un bagnomaria fatto con il ghiaccio (in altre parole, appoggerete la ciotola in un'altra ciotola con del ghiaccio dentro).
Intanto, ripredente dal frigo la frolla, dividetela in due parti, una più grande dell'altra. Con quella più grande, stendete la base della vostra torta, adagiatela in una tortiera ricoperta da carta da forno (il consiglio è sempre quello di stenderla direttamente sulla carta da forno per evitare pasticci!!). Bucherellate la base e versate sopra la crema ormai raffreddata. Ditribuitela per bene in modo omogeneo. Richiudete i bordi e ricoprite la superficie con il secondo disco di pasta frolla: io l'ho stesa su un secondo foglio di carta forno, ho creato il disco già necessario per ricoprire la torta utilizzando come aiuto il diametro di un'altra tortiera che potesse andare bene ad occhio; quindi l'ho rigirata con la carta forno, adagiandola sulla crema e sui bordi ripiegati e staccando poi delicatamente la carta forno dalla pasta. Bucherellate anche la superficie con un forchetta, creando una sorta di decoro, in modo che il vapore esca completamente durante la cottura e la torta non si gonfi.
Infornate in forno giù caldo per circa 35 minuti a 180° (ma ricordate che la durata di cottura dipende sempre da forno a forno!).
Una volta cotta, sfornate, lasciate raffreddare la torta (se la toccate ancora calda si spappola inevitabilmente, in pasticceria non mi bisogna mai avere fretta!), toglietela dalla tortiera e quindi eliminate delicatamente anche la carta forno. Come ultimo tocco, spolverate con zucchero a velo (più che altro per coprire i buchini fatti in superficie con la forchetta!).

sabato 17 aprile 2010

Per una colazione dolce dolce...

Diciamocela tutta, le ricette moderne senza dietro una storia, con mille ingredienti (e spesso poca sostanza) non finiscono di convincermi. Sarà che di tempo in campagna ne ho passato veramente tanto, ma i piatti di una volta, semplici ma gustosi, sono molto più belli da cucinare e mangiarli lascia sempre soddisfatti. E sarà sempre colpa (o merito) delle colazioni fatte in campagna, che a colazione non farei mancare mai pane, burro e marmellata; e anche quando cerco delle alternative non mi allontano mai troppo....
Questo è un pane semplice da preparare che diventa goloso grazie all'aggiunta del cioccolato.
Ho trovato questa ricetta su Più Dolci, e come sempre ho fatto qualche piccola modifica.

Ingredienti:
300 gr. di farina 0
150 gr. di farina Manitoba
25 gr. di lievito di birra
100 gr. latte tiepido
150 gr. di cioccolato fondente (io ho usato del cioccolato fondente e del cioccolato gianduia)
1 cucchiaio di zucchero
4 pizzichi di sale
latte qb. (nella ricetta originale era prevista acqua)
una noce di burro

Stemperare il lievito, il sale e lo zucchero nel latte tiepido e versare sulle farine setacciate.
Amalgamate il tutto, aggiungendo altro latte poco per volta, fino ad ottenere un composto omogeneo e morbido. Lavorate per almeno 5 minuti e poi lasciate riposare l'impasto per un'oretta. Trascorso il tempo necessario, rilavorate l'impasto e stendetelo ottenendo un rettangolo spesso mezzo centimetro. (Per la lunghezza del lato corto del rettangolo mi sono regolata con lo stampo per plum cake dove successivamente l'ho fatto cuocere).
Cospargete il centro del rettangolo con il cioccolato tritato grossolanamente avendo cura lasciare una "cornice" di 2 cm circa senza cioccolato. Arrotolare il rettangolo su se stesso e metterlo in uno stampo per plum cake. Lasciarlo riposare mezz'ora e infornare a 180° per circa 30 minuti, poi pennellare la superficie del rotolo con il burro e proseguite la cottura per altri 10 minuti.

venerdì 16 aprile 2010

Risotto fragole e aceto balsamico

Finalmente è arrivata la stagione delle fragoline, non vedevo l'ora! E non vedevo nemmeno l'ora di provare a fare il risotto con le fragole, come mi aveva suggerito a suo tempo Noemi, a cui doverosamente dedico questa ricetta!
Avevo paura non venisse bene, che sapesse "di poco", infatti appena scoperchiata la pentola ne ho assaggiato subito due chicchi rimanendo delusa, ma una volta mantecato il riso, impiattato e raffreddato un pochino, il sapore delle fragole si è esaltato al punto giusto, e - davvero - era buonissimo!

Ingredienti (per 4 persone)
260g di riso carnaroli
800 ml di brodo vegetale
3 cucchiaini di aceto balsamico
8 fragole medio-grandi
moscato dolce q.b.
olio q.b.
sale q.b.
2 cucchiaiate di parmigiano
una noce di burro

Preparazione
Mettete subito sul fuoco l'acqua con il mezzo dado per fare il brodo vegetale. Lavate e fate a pezzetti le fragole, trasferitele nella pentola a pressione con l'olio e fatele andare a fuoco moderato. Dopo poco, aggiungete due cucchiaini di aceto balsamico, e mescolate per bene le fragole (fate attenzione che non si attacchino alla pentola). Fate cuocere le fragole fino a che non si sfalderanno in una sorta di marmellatina, quindi aggiungete il riso con il sale grosso, fate tostare e sfumate con il moscato dolce (questa volta ho usato vino bianco, ma la prossima volta che farò il risotto con le fragole, apporterò questa modifica, userò il moscato dolce per sfumare). Rimestate il tutto per bene, ed aggiungete il brodo. Rigirate nuovamente per fare in modo che niente si attacchi alla base della pentola, chiudetela ed aspettate che fischi. Dal fischio, puntate la sveglia ad 11 minuti. Passato questo tempo, fate uscire tutto il vapore dalla pentola a pressione, scoperchiate il riso, assaggiate se va bene di sale, quindi unite un altro cucchiaino di aceto balsamico e girate sempre tenendo la pentola su fuoco basso. Spegnete subito dopo ed infine mantecate con parmigiano e burro.

giovedì 15 aprile 2010

Della serie peccati di gola....


Non so perché ma oggi avevo l'umore a terra e tanta voglia di cioccolato; insomma, avevo proprio bisogno di tirarmi su. Sarà la primavera che mi sta buttando a terra ma, in questo periodo, passerei ore a dormire e ho un cerchio alla testa da giorni che non mi da tregua. Così ho preso un po' del cioccolato delle uova di Pasqua e ho fatto una bella torta!

Ingredienti:
130 gr. di cioccolato fondente
120 gr. di burro (eh si proprio leggera non è...)
200 gr. di zucchero
1 uovo
250 ml. di latte
1 bustina di vanillina
200 gr. di farina con lievito

Preparazione:
In un pentolino fate sciogliere il burro e il cioccolato amalgamandoli bene e fate raffreddare. In una bastardella unite lo zucchero, l'uovo e la vanillina e mescolate con vigore fino a che il composto diventa di un colore chiaro. Unite a questo punto il latte e poi il composto di cioccolato e burro. Rivestite le base di una tortiera con cerniera con della carta da forno e ungete i bordi con del burro. Unite la farina al composto setacciandola poco per volta. Lavorate giusto il tempo di amalgamare il composto e versate nella tortiera.
Infornare in forno già caldo, cuocere per i primi 5 minuti a 220° e per 35 minuti a 180°.

Devo dire che il risultato è stato inaspettatamente ottimo: crosticina croccante ma sottile e interno molto soffice.

mercoledì 14 aprile 2010

Orecchiette con le cime di rapa

Le orecchiette con le cime di rapa sono uno di quei piatti che ciscuno prepara un po' a modo suo. C'è chi fa cuocere la pasta nell'acqua dove precedentemente sono state cotte le cime e chi (io sì), chi fa sciogliere le acciughe in un pentolino a parte con dell'olio e chi fa cuocere tutto insieme (io tutto insieme), chi mette il peperoncino, chi mette il pepe e chi non mette niente di piccante (io vado di peperoncino!).
Premetto che le orecchiette questa volta non le ho fatte io, queste sono ottime orecchiette di farro confezionate.
Altra cosa, la scelta delle cime: dovete scegliere un mazzo che abbia il meno possibile foglie ammosciate, che abbia un bel po' di cime e che non abbia fiorelli gialli sbocciati sulle cime. Pulendole, eliminate tutte le foglie esterne e tenete quelle più verdi e croccanti (oltre ovviamente a tenere le cime!)
Ingredienti
250 g di orecchiette di farro
1 mazzo di cime di rapa
6 filetti di acciughe
1 peperoncino
olio q.b.
sale q.b.

Preparazione
Pulite e lavate le cime di rapa e mettetele a cuocere in acqua bollente( se avete un cestello dove raggrupparle e da mettere all'interno della pentola è meglio, così si spappolano e si disperdono meno nell'acqua!).
Scolate le cime, e fatele saltare in abbondante olio con un peperoncino a cui avrete eliminato i semini (sempre che non reggiate alla perfezione il piccante!) e i filetti di acciughe, e salate con moderazione (ricordate che le acciughe sono già parecchio salate).
Cuocete la pasta nell'acqua dove avete fatto sbollentare le cime. Una volta cotte, scolate le orecchiete, trasferitele nella padella con le cime e le acciughe, fatele saltare ed infine impiattate.

martedì 13 aprile 2010

La torta della nonna


Qualche tempo fa qualcuno ci ha chiesto se mangiamo tutto quello che cuciniamo... ebbene, questo è proprio un bel problema, soprattutto per me che per il momento vivo da sola!!
Passi per il salato, tanto si deve pur cenare; ma con i dolci (in assoluto il mio punto debole) sarebbe meglio non esagerare.
Così, quando ho visto una tortiera mignon con cerniera non ho resistito e l'ho comprata. O meglio, quando l'ho vista la prima volta mia mamma mi ha fatto desistere dal comprarla; ma poi sono tornata da sola e sono rincasata col bottino. E devo dire che sono proprio soddisfatta!
Per inaugurarla mi sono cimentata in un classico che ho mangiato tante volte ma non avevo ancora cucinato: la torta della nonna.

Ingredienti*:
pinoli q.b.
zucchero a velo q.b

Pasta frolla per crostate:
300 gr. di farina
100 gr. di zucchero
150 gr. di burro
3 tuorli
1 limone non trattato
1 pizzico di sale
1 cucchiaino di lievito

Crema pasticcera:
125 gr. di zucchero semolato
30 gr. di farina 00
1/2 l. di latte
5 tuorli
1 baccello di vaniglia

*le dosi sono per uno stampo normale 24-26 cm di diametro

Fate prima la pasta frolla mettendo in una terrina la farina, lo zucchero, il sale, il lievito e la scorza di un limone. Mescolate tutti gli ingredienti e fate la fontana, unite il burro (che deve essere a temperatura ambiente e non fuso) a tocchetti e i tuorli. Amalgamate velocemente tutti gli ingredienti fino a che non siano ben amalgamati, formate una palla e avvolgetela in un foglio di carta oleata. Riponete la palla nel frigorifero e fate riposare per un'ora.
Fate ora la crema pasticcera. A fuoco lento fate scaldare in un pentolino un poco di latte (meno di 1/2 bicchiere) con la vaniglia e lo zucchero. Per un sapore di vaniglia più intenso potete incidere il baccello di vaniglia con un coltello per tutta la sua lunghezza. Nel frattempo mettete i tuorli in una zuppiera e unite poco per volta la farina amalgamando il tutto con una frusta, poi unite poco alla volta il latte freddo. Quando il latte che è sul fuoco sarà bollente e lo zucchero completamente sciolto unitelo a filo, senza mai smettere di girare, al composto di latte, tuorli e farina. Appena gli ingredienti saranno ben amalgamati versate il composto nel pentolino che era servito per scaldare il latte, mettetelo di nuovo sul fuoco e lasciatevelo fino a quando inizierà a bollire senza mai smettere di mescolare. A questo punto, toglietelo immediatamente dal fuoco, togliete il baccello di vaniglia e mettete la crema in una scodella per farla raffreddare.
Quando la crema pasticcera sarà completamente fredda potete assemblare la torta della nonna.
Prendete della carta da forno e ritagliatela della stessa misura dello stampo che userete, avendo cura di considerare anche i bordi nella misurazione. Prendete la palla di pasta frolla e ponetela al centro della carta da forno, stendetela con l'aiuto di un mattarello infarinato fino a ricoprire interamente il foglio. Prendete il foglio con la pasta frolla e adagiatelo con cura nello stampo, facendo attenzione a non rompere la pasta. Bucherellate il fondo della frolla e versate sopra la crema pasticcera. Abbassate i bordi della torta per coprire parzialmente la crema pasticcera e guarnite con qualche pinolo. Potete anche prevedere un secondo disco di pasta frolla per ricoprire completamente la crema, io in questo caso ho semplicemente fatto dei bordi molto alti in modo che la parte centrale della crema rimanesse scoperta.
Infornate a 180* per 40 minuti circa in forno già caldo.
Quando la torta sarà completamente fredda toglietela dallo stampo e cospargetela di zucchero a velo.

lunedì 12 aprile 2010

E Alberto vince con l'nsalata di farro alla ligure...

Vi riportiamo direttamente l'esilarante mail che abbiamo ricevuto, con la ricetta vincitrice di questo mese.
L'autore è il più volte citato Alberto, questa sua vittoria è un po' un premio della critica...
allora..non chiedetemi quantità e cose varie perchè non le so..
ma l'ho fatta ed è veramente buona, soprattutto per chi come me ama il farro
- farro (metti a bollire per 40 minuti lo tiri fuori e lo metti in un piatto fondo grande - non conosco il nome tecnico)
- pesto (se non c'è potete mettere il basilico)
- pomodori secchi e/o pomodori ciliegini tagliati in 4
- formaggio (dipende dai gusti, o mozzarella tagliata a fettine o quartirolo che è magro)
- olive taggiasche
- olio e sale
è strepitoso..non è un dolce ma è molto buono.. spero di essere tenuto in considereazione per le ricette del mese visto che sono un vostro fido fan e sostenitore..

Ora, essendo questa ricetta parecchio "vaga", l'abbiamo messa in pratica, in modo da potervi dare le dosi più precise, una foto esplicativa e confermarvi anche la bontà della ricetta!
Ingredienti (per 2 persone)
110 g di farro (biologico del Mugello, prevede tra i 15 e i 20 minuti di cottura senza ammollo)
4 cucchiai di pesto
6 pomodori secchi o pomodorini
8/10 di olive taggiasche
100 g di quartirolo
sale q.b.
olio q.b.

Preparazione
Lessate il farro in acqua salata in ebollizione per circa 18 minuti.
Intanto, taglaite il quartirolo a dadini, a listarelle i pomodori secchi o i pomodorini (a vostra scelta, qui abbiamo usato i pomodori secchi) e mischiate gli ingredienti in un'insalatiera, aggiungendo anche le olive taggiasche. Una volta cotto il farro, scolatelo e fatelo raffreddare sotto l'acqua fredda corrente. Scolatelo nuovamente per bene, unite il farro al resto degli ingredienti, mischiate infine con il pesto e un filo d'olio.

domenica 11 aprile 2010

Pain au chocolat

Che soddisfazione fare i pain au chocolat! Non mi ero mai cimentata prima, perchè mi ero convinta del fatto che fare la pasta per le briosche fosse particolarmente difficile... Tutto quel discorso del burro che va sistemato in più volte a pacchetto nella pasta... Mi sembrava un procedimento troppo complicato, e invece... Semplicemente è un po' lungo, ma non difficile ed, anzi, è divertente! Alla fine mi sono decisa a prepararli per un motivo: l'altra sera sono andata al cinema a vedere "è complicato", una commediola simpatica con Meryl Streep, Alec Baldwin e Steve Martin. Probabilmente la Streep si presta particolarmente bene a fare la parte di quella che cucina, in questo film aveva una bakery spettacolare con uno staff di cuochi/pasticceri in cucina che lei dirigeva, ma non per questo non spiattellava ogni due per tre. A metà film, si cimentava nei croissant au chocolat... E da lì mi sono detta: proviamoli! Oltretutto, col fatto che sono stata a casa qualche giorno per Pasqua, il tempo per prepararli con calma la sera prima sono riuscita a trovarlo senza problemi.

Ingredienti (per 4+2 pain au chocolat)
200 g di farina
7 g di lievito di birra
30 g di zucchero
100 ml di latte
un pizzico di fior di sale
50 g di burro
60 g di cioccolato fondente

Preparazione
Fate intiepide in un padellino il latte. Poi scioliete il lievito sbriciolato con mezzo cucchiaio di zucchero preso dai 30 g totali di zucchero previsti e poi con 2 cucchiai e mezzo di latte tiepido.
Setacciate la farina, fate la classica fontana, poi aggiungente in mezzo lo zucchero rimanente, il pizzico di fior di sale, il lievito sciolto ed il resto del latte ed impastate per circa 15 minuti.
Formate una palla, incidetevi sopra una croce e lasciatela riposare a temperatura ambiente in una ciotola infarinata, coprendola con un canovaccio inumidito per due ore. Passato questo tempo, prendete la palla e rimpastatela per altri 10 minuti, quindi riponetela nella ciotola infarinata rifacendo la croce e ricoprendo con il canovaccio nuovamente inumidito.
Fate passare altre 2 ore, poi prendete la pasta e stendela a rettangolo sulla spianatoia infarinata. Prendete il burro e dividetelo in tre parti uguali. La prima parte spezzettatela su 2/3 del rettangolo, lasciando un cm libero intorno ai bordi. Ripiegate a pacchetto il rettagolo in tre, partendo dal terzo dove non avevate distribuito il burro. Fatto il pacchetto, sigillate bene i bordi, e passate sopra il mattarello, stendo la pasta nuovamente a rettangolo. Ripetete l'operazione con il burro per altre 2 volte, ovvero con gli altri tre pezzi di burro rimasti. Terminato questo passaggio, ripiegate l'impasto e trasferitelo in un sacchetto di plastica per alimenti che andrete a riporre in frigo, lasciandolo un'ora. Passato questo tempo, riprendete la pasta, stendetela in un rettangolo di circa 30 cm x 15 cm e tagliate quindi 4 rettangoli della dimensione di 7.5 cm x 15 cm (io ho usato un metro per essere precisa). Disponete sul lato più corto due quadretti di cioccoltao e riavvolgete la pasta formando un saccottino e sigillandolo con le dita i due lati. Rimpastate i ritaglia di pasta e ripete l'operazione (chiaramente questi ultimi due saccottini verrano più piccoli). Ponete i pain au chocolat in una teglia su carta da forno e lasciateli lievitare per un'ora. Infine, se volete spennellateli con un tuorlo o un albume. Io sinceramente li ho spennali con un cucchiaino di zucchero sciolto in un cucchiaino di acqua calda. Infornateli in forno già caldo a 200° per 20 minuti.

Il consiglio è quelli di prepararli la sera, io li ho preparati la mattina, dopo aver lasciato la pasta in frigo per tutta la notte. Ma penso che si possa anche preparare i pain au chocolat e farli lievitare tutta la notte in modo da infornarli semplicemente la mattina appena svegli. Sono una gran soddisfazione!

sabato 10 aprile 2010

Una cena creativa



E che disastro per avere la nostra cena creativa!!
Tutto ha inizio con i preparativi per la cena, Luca ha voglia ha voglia di qualcosa di strano e gli saltano in mente le fajitas... Provo a dissuaderlo ma non c'è verso, quindi ci mettiamo all'opera: io le fajitas, lui il ripieno delle fajitas.
Sembrava procedere tutto nel migliore dei modi, massima organizzazione ... e poi il disastro.
Io avevo appena finito di impastare e stavo mettendo l'impasto a riposare nel forno (spento), Luca stava grigliando le zucchine sulla piastra e intanto sorvegliava i funghi che cuocevano in un'altra padella.
All'improvviso un botto.
Il mio cuore si è fermato un attimo.
Ci siamo guardati e poi abbiamo rivolto i nostri sguardi verso i fornelli: il piano di copertura dei fornelli si stava frantumando. Il vetro era completamente crepato e alcuni rumorini lasciavano presagire che di li a poco tutto sarebbe crollato.
Prontamente abbiamo messo al sicuro quello che stava cuocendo e poi abbiamo passato le successive 2 ore a togliere i vetri, smontare i fornelli, pulire, rimontare i fornelli, pulire...
Va bene che mi annoio mentre aspetto che gli impasti lievitino, ma questo doveva riposarsi sono un quarto d'ora...
Comunque, due ore dopo siamo riusciti a riprendere in mano le redini della nostra cucina e abbiamo portato a termine l'opera "cena creativa".

Ingredienti (per 6 fajitas / 3 persone):
250 gr. di farina 00 (io ho usato farina 0)
150 ml. di acqua tiepida
3 cucchiai di olio di oliva
10 gr. di lievito di birra
una presa di sale

Procedimento:
Mettere in un'ampia terrina la farina e formare la classica fontana. Sciogliere il lievito di birra e il sale nell'acqua tiepida e versare il liquido ottenuto al centro della fontana insieme all'olio. Impastare fino ad ottenere un composto liscio ed omogeneo e lavorarlo per almeno 5 minuti, sarà sicuramente necessario aggiungere un altro po' di acqua.
Farlo riposare per un quarto d'ora (...) dopodiché riprenderlo e formare 6 palline.
Schiacciare le palline e stenderle una ad una con l'aiuto del mattarello fino ad ottenere una sfoglia sottile.
Cuocere una fajita alla volta in una padella antiaderente (l'ideale sarebbe quella per le crêpes) due minuti per lato.

Potete riempirle con quello che preferite. Noi abbiamo preparato delle zucchine grigliate condite con un poco di olio di oliva e menta fresca, dei fughi saltati in padella, del pollo e dei pomodorini freschi.

Tra l'altro le fajitas posso essere preparate anche con farina di mais.






giovedì 8 aprile 2010

Brownies

Trovare una ricetta soddisfacente per i brownies non è proprio semplice... Se ne trovano a bizzeffe su web e libri di cucina e uno non sa mai quale fare! Personalmente escludo a priori quelle con troppe uova e troppo burro (certe hanno anche più del doppio del burro presente nella ricetta che vi sto per riportare!)... La mia amica Paola fa dei brownies che sono la fine del mondo, di quelli belli carichi, ed all'inizio usavo la sua ricetta. Poi mi è capitata tra le mani questa ricetta da uno dei libri della Scuola di Pasticceria dell'Accademia dei Maestri Pasticceri Italiani e provandola a fare per curiosità, ho sortito più consensi del previsto dai miei due consumatori finali, Andrea ed Alberto. Quello che entrambi preferiscono di questa ricetta è che i brownies sanno tanto di cioccolato e non sono troppo dolci. Quando li preparo per loro, li preparo solitamente per la colazione. Nella ricetta che riporto trovate indicata anche la quantità di nocciole, che se gradite potete aggiungere (personalmente non le metto mai).

Ingredienti
150g di cioccolato fondente
100 g di burro
100 g di farina
150g di zucchero a velo
20g di cacao amaro
2 uova
1 pizzico di sale
(50 g di nocciole)

Preparazione
Fate sciogliere a bagnomaria il cioccolato, ed una volta sciolto aggiungete anche il burro fatto a dadini. Mescolate, fate sciogliere ed amalgamare tutto per bene, quindi spegnete il fuoco e tenete il liquido in caldo nel bagnomaria.
Setacciate in una ciotola farina, zucchero a velo e cacao. Quindi aggiungete a filo le uova leggermente sbattute con un pizzico di sale e mischiate tutto con una frusta a mano. Unite infine cioccolato e burro sciolti e continuate a mischiare con la frusta a mano fino a che non si sarà amalgamato tutto per bene.
Versate il composto in un teglia quadrata da 22cm rivestita da carta da forno ed infornate in forno già caldo a 180° per 30/35 minuti circa.
Il brownie deve essere croccante fuori e morbido dentro. Una volta sfornato, toglietelo dalla teglia e posatelo con anche la carta da forno su una griglia. Una volta raffreddato potete finalmente tagliare la torta in un tanti piccoli quadrati, i brownies!

mercoledì 7 aprile 2010

Tiramisù light


Se vi dico tiramisù, cosa vi viene in mente?
Io non ho ricordi particolari legati al tiramisù, se non la dolce sensazione di casa che mi dava mangiarlo durante l'anno trascorso in erasmus. Proprio vicino alla residenza dove abitavo, c'era la pizzeria di un ragazzo calabrese emigrato qualche anno prima in Francia. La pizza, se pur non proprio italianissima, era la migliore che si potesse trovare nei dintorni; ma il tiramisù era eccezionale. E così, capitava spesso, che ci presentavamo poco prima della chiusura a prendere qualche pizza e le ultime porzioni di tiramisù rimaste...
Anche se è un dolce che amo particolarmente, non mi capita spesso di farlo... e quando tra i commenti ho trovato l'invito a partecipare al contest sul tiramisù organizzato da La Cucina Italiana sono stata molto felice.

L'idea iniziale era quella di trovare la ricetta perfetta per partecipare al contest, ma non c'è mai una sola ricetta perfetta.... Così avevo pensato di cucinare qualche differente ricetta di tiramisù e organizzare una serata di degustazione per decretare quale fosse la migliore. In realtà dopo aver cucinato la prima ricetta avevo già una bella quantità di tiramisù e mi sono fermata.
La degustazione c'è stata lo stesso e il risultato è stato molto apprezzato.
La ricetta proviene dal quaderno di ricette di mia mamma ed è quella del classico tiramisù, questa volta in una versione più leggera che sostituisce il mascarpone con la ricotta di capra.
La ricotta di capra ben si presta per questo dolce perché è particolarmente cremosa e delicata, ed inoltre, è più magra rispetto a quella di latte vaccino.

Ingredienti:
300 gr di ricotta di capra
3 uova
9 cucchiai di zucchero
12 savoiardi
2 cucchiai di rhum (o altro liquore a piacere)
cacao q.b.
caffè q.b.

Per preparare il tiramisù cominciate a preparare una caffettiera da 6 persone, e una volta pronto il caffè mettetelo in un piatto fondo e fatelo raffreddare.
In una terrina montate i tuorli con metà dose di zucchero fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso. Unite la ricotta che avrete precedentemente setacciato, e continuate a montare con l'aiuto di una frusta elettrica fino a quando la ricotta non sarà completamente amalgamata al composto. Montate a neve ben ferma gli albumi aggiungendo poco per volta tutto lo zucchero rimanente. Con l'aiuto di una spatola incorporate gli albumi montati a neve alla crema di ricotta mescolando delicatamente dal basso verso l'alto e aggiungete il rhum.
Potete ora comporre il vostro tiramisù. Versate nella teglia qualche cucchiaio di crema in modo da coprire il fondo, bagnate i savoiardi da un solo lato e appoggiateli capovolti sulla crema (la parte bagnata deve rimanere in alto, in questo modo il liquido si diffonderà in tutto il biscotto senza inzupparlo troppo) fino a coprire completamente la superficie della teglia. Versate una dose abbondante di crema sopra i savoiardi, livellatela e procedete con il secondo strato di savoiardi bagnati nel caffè. Versate ora tutta la crema avanzata e livellatela. Riponete il dolce in frigorifero per almeno tre ore e spolveratelo con il cacao solo prima di servire.





martedì 6 aprile 2010

Simil torta pasqualina

La torta pasqualina è una di quelle torte che mi bloccano appena leggo quante uova devo utilizzare. Quindi, ho deciso di fare una versione che la ricordasse, ma che poi nella sostanza risulta avere ben poco della torta pasqualina! Ma tanto diciamocelo: chi segue pedissequamente la ricetta originale?? Persino su Sale&Pepe di questo mese è rivisitata... C'è da dire anche un'altra cosa: mi erano avanzati tre albumi dopo aver fatto la pastiera e dovevo preparare un secondo veloce, quindi questa torta mi è sembrata una buona soluzione, alla fine chiamiamola pasqualina giusto perchè siamo a Pasqua e perchè visivamente può trarre in inganno somigliandole! Vi dico anche che se volete omettere gli albumi, credo non cambi proprio niente nel risultato finale.

Ingredienti
1 rotolo di pasta sfoglia
300 g di spinaci
2 zucchine piccole
150 g di ricotta
3 albumi (facoltativi)
4 cucchiai di parmigiano
4 mozzarelline
sale q.b.
noce moscata q.b.

Preparazione
Mondate spinaci e zucchine (le zucchine tagliatele poi a rondelle) e fateli bollire in un pentolino.
Una volta cotti (non troppo, non devono spappolarsi, specie le zucchine) scolateli per bene, sminuzzateli, salateli ed aggiungete parmigiano, ricotta e gli albumi precendentemente salati e sbattutti un po'. Grattuggiate poca noce moscata ed amalgamate bene il tutto.
Aprite un rotolo di sfoglia già pronta, tagliatela più o meno a metà (una metà deve essere più grande per poter essere utilizzata come base), rimpastate entrambe le metà e ristendentele con un mattarello tra due fogli di carta da forno per evitare che la sfoglia si appiccichi. Il disco più grande ottenuto ponetelo su carta da forno in una teglia da 24 cm, riempitelo con il composto precedentemente realizzato, coprite l'intera superficie del ripieno con la mozzarella tagliuzzata a dadini e ripiegate i bordi. Prendete quindi il secondo disco e coprite interamente il ripieno, ma anche i bordi ripiegati del disco inferiore di pasta. Bucherellate qua è la la superficie con una forchetta (servirà a far uscire il vapore durante la cottura), ed infornate in forno già caldo a 200° per circa mezzora.

lunedì 5 aprile 2010

E se a Pasquetta il pic nic si organizza in terrazzo??


Quasi non ci credevo questa mattina quando ho visto il cielo azzurro e il sole splendente... dopo due giorni interminabili di pioggia non ci speravo proprio in una giornata come questa :-)
Avremmo quasi potuto organizzare il classico pic nic, ma avevamo paura che i vari parchi nei dintorni di Milano fossero ancora bagnati e quindi abbiamo bussato alla porta di un amico che ci ha ospitato sul suo terrazzo in cambio di un bel pranzetto e di una fetta di torta!

Anche se disponevamo di un comodo tavolo il menù era il classico menù da pic nic di Pasquetta arricchito da qualche focaccina fatta in casa.

Ho preso questa ricetta dal libro Sapori di Campagna, estratto da un libro di Csaba dalla Zorza, in foto mi avevano ispirato talmente che non ho voluto aspettare un'altra occasione per farle.

... troverete sicuramente altre ricette tratte da questo libro, visto la buona riuscita di questa ricetta!!

Siccome non avevo abbastanza lievito per fare la ricetta con le dosi originali le ho diminuite lasciando le proporzioni inalterate.



Ingredienti (per 10 focaccine):

360 gr. di farina (io ne ho messi 100 gr di farina Manitoba e 260 gr di farina 00)

15 gr. di lievito di birra

150 ml di acqua tiepida

un cucchiaino raso di fior di sale più un po'

olio extra vergine d'oliva



Mettere in una ciotola la farina formando la classica fontana. Fate sciogliere il lievito di birra e il sale nell'acqua tiepida e versare il tutto sulla farina. Impastare per almeno 5 minuti fino ad ottenere un composto elastico e un po' appiccicoso aggiungendo altra acqua se necessario. Lasciare riposare per un'ora e mezza.

Riprendere l'impasto e lavorarlo per qualche istante giusto per sgonfiarlo. Dividerlo in 10 pezzi e fare con ogni porzione una piccola pallina. Schiacciare ogni pallina tra i palmi delle mani, non deve diventare sottile dovete solamente appiattirla un poco. Adagiare ogni focaccina su una teglia ricoperta con della carta da forno che avrete precedentemente oleato.

Spennellate ogni focaccina con dell'olio extravergine di oliva e cospargere con un poco di fior di sale.

Cuocete in forno preriscaldato per 15 minuti circa a temperatura molto alta, circa 250°.



E con questo, giudico formalmente aperta la stagione dei pic nic!!

Evviva, a quanto pare ci siamo finalmente lasciati il lungo inverno alle nostre spalle...



Questo post partecipa al contest de La Cucina Italiana:

sabato 3 aprile 2010

La pastiera della Macy Baci


Fino all'anno scorso, se qualcuno mi avesse chiesto se per caso mi piacesse la pastiera, gli avrei risposto "assolutamente no"... Questo perchè mi ero sempre fermata alla barriera per me rappresentata dalla frutta candita... Poi lo scorso anno, anzi, più di un anno fa, la mia amica ed ex collega Chiara - altrimenti detta Macy Baci - di ritorno dal suo weekend passato a casa a Bologna, portò in ufficio la sua pastiera... Per l'esettezza portò la metà di una una favolosa torta di carote e la metà di una pastiera, entrambe da lei preparate. Faccio una premessa fondamentale: Chiara è una gran cuoca, anche lei con la passione per i dolci. Quindi, non potei fare altro che abbandonare ogni pregiudizio ed assaggiare così la sua pastiera... Una rivelazione, tanto da uscire letteralmente pazza per questa torta napoletana... Lì scattò la ricerca della ricetta ideale per fare la pastiera, ma tutte quelle che trovavo avevano una quantità abnorme di uova (anche questa, gran barriera per me...) Confrontandomi con Chiara, lei sgranò gli occhi e mi disse "scherzi, secondo te metto tutte quelle uova nella pastiera?? No no, nn ti preoccupare, ti do io la ricetta, chiedo a mia mamma di trascrivermela e di faxarmela in ufficio. Sai, questa ricetta la diede a mia mamma una signora napoletana, è tramandata da generazioni!". Ero troppo impaziente di rifare anche io questa ricetta! Chiara, ti ricordi quanto ti ho stressata in quel periodo? Povera te, che palla al piede che sono! Ogni giorno ti chiedevo se per caso tua mamma ti aveva mandato il magico fax... Che pazienza che hai avuto!! Poi, finalmente... il gran giorno arrivò, coincidendo per l'appunto con l'arrivo del fax! Com'ero contenta!! Neanche a dirlo, il weekend successivo la sperimentai subito. Confesso che non venne buona come quella della Chiara (lei ha il tocco magico, ve l'ho detto), ma era molto buona lo stesso! Ho aspettato Pasqua per rifarla, essendo il dolce tipico per antonomasia, come lo è la Colomba. Questo quindi è il secondo tentativo che faccio e questa volta ho modificato qualcosina: la quantità di zucchero per esempio, l'ho diminuita, ho messo meno canditi (che tra parentesi ora mangio sempre e non scarto nemmeno più dal panettone o dalla colomba!) ho omesso l'aggiunta di cannella e ho fatto la frolla e la crema con la mia ricetta. Per il resto, è la ricetta della Macy Baci, che mi ha ufficialmente autorizzata a pubblicare.

Ingredienti (per due pastiere)
Per la frolla
350 g di farina
50 g di fecola di patate
1 bustina di lievito
150 g di zucchero
150 g di burro
2 tuorli
4 cucchiai di amaretto di saronno

Per la crema
1 tuorlo
7 cucchiaini di zucchero
2 cucchiai di farina
1/2 litro di latte
la scorza di due limoni

Per il resto del ripieno
600 g di ricotta
330 g di zucchero (anzichè 500g)
1 vasetto da 420 g di grano cotto per pastiera
100 ml di latte
1 noce di burro
140 g di canditi -metà cedro, metà arancio -(anzichè 200g)
la scorza grattuggiata di un limone
la scorza grattuggiata di un'arancia
2 cucchiai di acqua di fiori d'arancio

Preparazione
Preparate secondo il solito procedimento la frolla e fatela riposare un'oretta in frigo.
Intanto preparate la crema: mettete a riscaldare in un pentolino il latte con la scorza dei limoni (cercate di eliminare la parte bianca, che è amara). Sbattete con una piccola frusta a mano in un altro pentolino il tuorlo con lo zucchero fino a farlo schiarire. Quindi aggiungete il primo cucchiaio di farina setacciata, mischiate ed unite al composto un goccino di latte riscaldato, in modo da aiutarvi ad amalgamare il tutto per bene e a non formare grumi. Stessa cosa con il secondo cucchiaio di farina, aggiungendo un altro goccino di latte. Una volta reso amalgamto il tutto senza grumi, aggiungete a poco a poco il rimanente latte, sempre mescolando, e lasciate scivolare dentro anche le scorze dei limoni. Portate sul fuoco il pentolino, e continuando a girare per evitare che la crema si attacchi aspettate che si addensi (l'addensamento coincide con il momento in cui la crema comincia a bollire). Spegnete il fuoco, girate un altro po' e trasferite quindi la crema in una scodellina, che andrete infine a coprire con la pellicola in modo che non si vada a creare la pellicina.
Preparate la ricotta: in un'altra ciotola, ammorbite con una forchetta la ricotta ed aggiungete lo zucchero, mescolando il tutto per bene. Andrete così a creare una seconda cremina.
Pareparate infine il grano cotto: in un pentolino, traferite il grano cotto insieme al latte, mescolate ed amalgamate il tutto, mettetelo sul fuoco e continuate a mescolare. Il grano sarà pronto quando il tutto sembrarà essere diventato una cremina (attenzione, i chicchi di grano comunque rimarrano, non vi aspettete che si disintegrino magicamente!). Poco prima di spegnere il fuoco, aggiungete la noce di burro. Spegnete il fuoco e lasciate che si raffreddi.
Una volta raffreddate le tre creme, unitele tutte insieme, aggiungendo la scorza grattuggiata di un limone, la scorza grattuggiata di un'arancia, i canditi, e l'acqua di fiori d'arancio. Amalagamate il tutto, dovrete ottenere così una bella unica crema.
Tirate fuori la frolla dal frigo, rimpastatela per bene in modo che si riammorbidisca, e stendela in due dischi su carta da forno per le vostre due pastiere. Riempite ciascun disco abbondantemente con la crema realizzata e richiudetela con delle strisce oblique. La cottura della pastiera sarà lenta: a 180° in forno già caldo per circa un'ora.

La pastiera, lo dice il nome, è una torta che dura qualche giorno e solitamente la si preparara il giorno prima di mangiarla.

Per la cronaca, purtroppo non ho più il piacere di mangiare in ufficio i dolci che prepara Chiara, perchè un anno fa ha fatto la migliore delle scelte: si è licenziata ed è tornata a casa sua, a Bologna, dove organizza eventi e gestisce il suo locale, lo Spazio Castiglione.

giovedì 1 aprile 2010

Cioccolato alla quinoa soffiata


La realizzazione di questa ricetta è frutto di una serie di coincidenza che se avessi voluto farla apposta sarei ancora in giro a cercare la quinoa soffiata... tra l'altro "ricetta" non è proprio un nome azzeccato dato che gli ingredienti sono solo due e la lavorazione è molto limitata!
Comunque, partiamo dal principio...
Di solito, quando mi ritrovo per le mani un libro o una rivista di ricette nuova la sfoglio tutta e mi soffermo solo su quello che mi colpisce istintivamente, dopo di che la abbandono per un po' sul divano fino a quando non trovo il tempo per leggerla in santa pace.
Bene, questa volta la rivista in questione é Sale&Pepe e per il momento ho solo dato una rapida occhiata generale, ma una ricetta mi ha colpito più delle altre: sfoglie alla quinoa soffiata.
Il primo pensiero è stato: "mmmhhh, dato il mio odio per le nocciole nel cioccolato questa potrebbe essere un'interessante variante del mio adoratissimo cioccolato ai cererai (ovviamente fondente!!).
Il secondo pensiero è stato: "si va bhè ma la quinoa soffiata dove devo andarla a pescare?!"
...E così avevo già abbandonato l'idea...
Qualche giorno dopo mi sono ritrovata davanti ad uno strano supermercato nel centro di Milano, da fuori mi sembrava di vedere alberi e così incuriosita sono entrata. Sicuramente è una conseguenza degli studi fatti, ma ai miei occhi gli scaffali sono mondi da esplorare... quindi mi sono messa a guardare tutti gli scaffali e tutti i prodotti e il mio sguardo dove si è posato?? Su un sacchetto di quinoa soffiata!! Preso!
Ed ecco qui come si prepara questo cioccolato:

Ingredienti:
150 gr di cioccolato fondente
30 gr di quinoa soffiata

(le dosi riportate sulla rivista erano 120 gr di cioccolato e 80 gr di quinoa, ma ho dovuto ridurre drasticamente la quantità di quinoa)

Sciogliete il cioccolato a bagnomaria e unite la quinoa soffiata. Amalgamate bene il composto e versatelo su un foglio di carta da forno. Ricoprite con un secondo foglio di carta da forno e con l'aiuto di un mattarello assottigliate il più possibile lo strato. Fate raffreddare in frigorifero, poi staccate la sfoglia dalla carta da forno e spezzatela con le mani.